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24 - 03 - 2026

Smaltimento rifiuti fitosanitari: guida alla corretta gestione di fitofarmaci scaduti, contenitori e residui

smaltimento rifiuti fitosanitari

Agrofarmaci, fitosanitari, fitofarmaci: pur con etichette differenti, queste sostanze sono utilizzate nel settore agricolo per proteggere le colture migliorando la resa e la qualità finale dei prodotti vegetali.
Le imprese del comparto, come in qualunque altro ambito, hanno la responsabilità della gestione dei propri residui: nello smaltimento dei rifiuti fitosanitari la sfida è complessa ma è comunque possibile avviare processi conformi e orientati alla sostenibilità.

Il quadro normativo di riferimento può risultare intricato: per i produttori di rifiuti, infatti, oltre al pieno rispetto delle direttive per evitare di incorrere in sanzioni amministrative e penali è importante attenersi alle disposizioni previste per minimizzare il rischio ambientale e sanitario.
In questo scenario anche la scelta dei fornitori che operano nella catena di gestione dei residui è fondamentale: secondo il principio di corresponsabilità penale, infatti, nel caso in cui vengano commessi illeciti da parte di altri attori della filiera, il produttore ne è appunto in parte responsabile.

Tuttavia la governance di questo tipo di scarti non presenta solo criticità, come in altri campi, esistono per le aziende opportunità per valorizzare i residui prodotti proteggendo l’ambiente e promuovendo la sostenibilità.

In questo approfondimento, conosciamo più da vicino i rifiuti agricoli e in particolare quelli fitosanitari per suggerirne una gestione operativa conforme e allineata agli obiettivi di tutela ambientale.

Cosa sono i rifiuti fitosanitari

I rifiuti fitosanitari sono rifiuti speciali che comprendono i residui dei prodotti utilizzati nei trattamenti agricoli, i contenitori di queste sostanze e quei fitofarmaci scaduti o non più utilizzabili di cui il produttore si deve disfare.

Pur includendo diverse tipologie di rifiuti, ciascuna descritta da un proprio codice EER, possiamo dire che nella maggior parte dei casi si tratta di rifiuti speciali pericolosi. Queste sostanze, infatti, vengono normalmente impiegate in concentrazioni minime per questo anche una quantità residua estremamente ridotta risulta potenzialmente nociva per gli ecosistemi e per l’uomo se non smaltita correttamente.

Esaminiamo nello specifico due esempi di rifiuti fitosanitari: i contenitori contaminati e i prodotti scaduti o inutilizzabili.

Contenitori fitofarmaci contaminati e bonificati

I prodotti fitosanitari presenti sul mercato sono registrati presso il Ministero della Salute e hanno l’obbligo di essere messi in commercio e venduti in confezioni tracciabili, integre e perfettamente sigillate.

Dal punto di vista della classificazione, una volta utilizzato il prodotto, il contenitore può essere identificato come rifiuto speciale pericoloso o non pericoloso in base alla concentrazione di sostanze pericolose presenti.

Il codice EER 150110* indica gli imballaggi contaminati, in questo caso i contenitori di fitofarmaci con residui. Si tratta di residui pericolosi che richiedono un trattamento dedicato presso gli impianti di destinazione finale.

Con i codici EER compresi tra 150101 e 150109, vengono descritti i contenitori di diverso materiale (carta e cartone, plastica, legno, metallo, compositi, in materiali misti, vetro e in materia tessile) che non contengono residui aventi concentrazioni superiori a quelle previste dalla legge.

Fitofarmaci scaduti e inutilizzabili

Quando un prodotto fitosanitario, per qualunque ragione, non è più idoneo all’uso, viene considerato a tutti gli effetti un rifiuto e va trattato come tale.

Come per gli imballaggi, dal punto di vista della classificazione i codici EER di riferimento possono indicare un rifiuto pericoloso o meno. Nello specifico, la descrizione del codice EER 020108* indica rifiuti agrochimici contenenti sostanze pericolose, mentre con il codice EER 020109 si fa riferimento a rifiuti agrochimici diversi da quelli descritti alla voce precedente e non pericolosi.

Va detto che, considerando i componenti e le sostanze all’interno di questi prodotti, generalmente si tratta di rifiuti con indicazione di pericolo che di conseguenza richiedono stoccaggio, trasporto e conferimento dedicato.

La normativa dedicata al settore agricolo per la gestione dei residui di prodotti fitosanitari

All’interno delle normative europee e italiane, il quadro nazionale di riferimento in materia resta il Testo Unico Ambientale (d. lgs. 152/2006).

Per lo smaltimento dei rifiuti fitosanitari, in particolare il decreto legislativo 150/2012 (che recepisce la Direttiva comunitaria 2009/128/CE relativa all’uso sostenibile dei pesticidi) regola i requisiti per la raccolta, l’utilizzo e la gestione dei residui.
All’interno di questo provvedimento sono inoltre contenute le indicazioni per la promozione di pratiche di bonifica sostenibili per lo smaltimento dei contenitori di fitofarmaci.

In questa stessa direzione e con finalità pratiche e attuative è nato il Piano di Azione Nazionale, PAN, il cui ultimo aggiornamento risulta con il Decreto 10 luglio 2023 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 186 con data 10 agosto 2023).
Oltre a specificare gli obblighi relativi alla gestione dei rifiuti fitosanitari, nel piano sono contenute nel dettaglio le pratiche per il lavaggio dei contenitori. Non da ultimo, questo documento sottolinea l’importanza di una governance conforme segnalando il valore della formazione degli operatori per ridurre l’impatto ambientale del settore.

Obblighi per aziende agricole, contoterzisti e consorzi

Nella gestione dei rifiuti fitosanitari, imprese agricole e contoterzisti che eseguono trattamenti e operazioni professionali nel settore agricolo sono tenuti a rispettare le norme relative al settore.

In particolare, le specifiche riguardano:

  • trasporto,
  • deposito temporaneo,
  • documentazione (registri e FIR).

Il trasporto in conto proprio dei rifiuti agricoli

Le imprese agricole possono gestire autonomamente il trasporto dei rifiuti entro un certo limite giornaliero e quando in possesso di regolare iscrizione all’Albo dei Gestori Ambientali con idonea categoria (2 bis, trasporto rifiuti in conto proprio).

Nel trasporto di un quantitativo superiore alla soglia (30 kg o 30 l al giorno), le aziende devono affidare l’incarico a un vettore professionale autorizzato che, nel caso di classificazione di pericolo, deve seguire quanto previsto il trasporto dei rifiuti pericolosi in regime ADR o secondo il mezzo utilizzato.

Raccolta e deposito temporaneo

Il luogo in cui viene allestito il deposito temporaneo dei rifiuti agricoli può essere all’interno dell’azienda o, nel caso di imprenditori associati, in uno spazio comune pertinente alla disponibilità giuridica della cooperativa o del consorzio agrario.

In questo scenario, i soci del consorzio possono conferire i contenitori fitosanitari bonificati presso l’area di raccolta consortile che funge da deposito temporaneo centralizzato. A questo punto sarà il consorzio a provvedere al trasporto da parte di un fornitore autorizzato per il conferimento presso gli impianti di destinazione finale.

Nonostante si abbia un deposito temporaneo comune, ciascun produttore è tenuto al rispetto delle direttive riguardanti la classificazione dei propri residui nei tempi e secondo le modalità previste.

Gli oneri documentali

L’iscrizione al R.E.N.T.Ri. con le modalità e le tempistiche previste in base al numero di dipendenti di ciascuna azienda è obbligatoria per i produttori di rifiuti pericolosi. In questo modo, la trasmissione dei documenti come il registro di carico e scarico e il FIR/XFIR, è interamente digitalizzata.

Per chi aderisce ad un circuito organizzato per la raccolta e il deposito temporaneo dei rifiuti come quelli promossi dalle associazioni di categoria o dagli organi consortili, tuttavia, la gestione delle comunicazioni relative ai rifiuti prevede semplificazioni che delegano a chi organizza la raccolta la gestione burocratica.

L’intenzione è quella di incentivare le aziende a optare per una soluzione collettiva di waste management in modo da renderla più sicura, efficiente e controllata.

Perché affidarsi a un partner specializzato nella gestione di rifiuti agricoli

Un produttore di rifiuti fitosanitari ha la responsabilità della verifica delle certificazioni e autorizzazioni dei soggetti a cui ne affida il trasporto, il recupero o lo smaltimento. Inoltre, spetta sempre al produttore mantenere il controllo sui processi sia a livello documentale che operativo.

Come anticipato, infatti, l’azienda che non segue il principio definito “in eligendo e vigilando” può essere ritenuta corresponsabile di eventuali illeciti o reati ambientali commessi lungo la filiera. La reputazione e la responsabilità nella gestione ambientale riguardano anche i contratti e gli appalti dei fornitori e dei terzisti coinvolti.

La scelta di affidarsi a un intermediario specializzato e competente nel campo agricolo e nello smaltimento dei rifiuti fitosanitari offre vantaggi e garanzie che, oltre a ridurre i rischi ambientali, assicura completa conformità legale, migliora i processi ed evita di esporre l’azienda a sanzioni e procedimenti amministrativi e penali.

Un partner qualificato aiuta la pianificazione della raccolta, offre adeguato supporto documentale e, con audit interni periodici, può identificare tempestivamente e risolvere eventuali non conformità nella filiera.
Sotto il profilo economico, un intermediario senza detenzione è completamente libero di offrire all’azienda agricola la soluzione più vantaggiosa anche in termini di costi.

Noi di Omnisyst aiutiamo le aziende a raggiungere obiettivi di sostenibilità concreti fornendo soluzioni digitali e logistiche per il controllo e la misurazione di tutte le operazioni che riguardano il waste management.
Con il raggiungimento dell’ottimizzazione operativa ci assicuriamo che i processi siano efficienti, sostenibili e conformi dal punto di vista documentale e pratico.Se anche la tua impresa agricola vuole semplificare la gestione dei rifiuti fitosanitari e trasformarla in un asset strategico per migliorare l’impatto ambientale e costruire una solida reputazione aziendale, contattaci.