Resilienza e, in particolare, crescita aziendale si costruiscono oggi su modelli di sviluppo circolari. L’insostenibilità del paradigma lineare costituito da produzione, consumo e smaltimento è infatti ormai un dato certo.
In questa prospettiva, il concetto di Zero waste rappresenta un obiettivo concreto e raggiungibile, per il quale occorre però ripensare l’intera filiera di gestione degli scarti.
Per centrare un risultato così ambizioso e allo stesso tempo necessario gli scenari impongono di agire sui processi rischiando troppo spesso di essere interpretati come azioni economicamente gravose.
Anche se in passato la sostenibilità è stata percepita come una strategia onerosa dal punto di vista finanziario, questa corrispondenza può ora dirsi imprecisa, inadeguata e certamente superata.
Analizziamo quindi il concetto di Zero waste e l’importanza strategica che acquisisce nella gestione dei processi aziendali per costruire valore a partire dai residui e dal loro potenziale, troppo spesso sconosciuto o comunque non sfruttato a dovere.
Cosa significa per un’azienda industriale Zero waste
Per le imprese, la definizione di Zero waste indica l’applicazione di un modello industriale i cui processi di produzione considerano gli scarti risorse, il principio base della circolarità.
È imprescindibile per un’attività produttiva generare residui, qualunque sia il materiale che viene lavorato e qualsiasi siano i beni ottenuti. La visione Zero waste immagina sin dall’inizio la possibilità che questi scarti possano rientrare nella catena di approvvigionamento, se non interna, esterna e quindi coinvolgere in modo simbiotico altre imprese attive in settori anche molto diversi.
Scegliere materiali riciclabili e compostabili è un ottimo punto di partenza dal momento che si presentano come candidati migliori rispetto a quelli che non lo sono. Il concetto di Zero waste, però, va oltre e guarda all’annullamento della quota rifiuti immaginando l’ottimizzazione di tutti i processi in modo da recuperare ogni scarto.
Strategie operative per ripensare e riscrivere il destino di un residuo
In termini di efficienza e competitività, la valorizzazione dei residui diventa uno strumento utile per contenere i costi legati al waste management e non solo. Dalla riduzione della spesa di approvvigionamento quando si opta per materie prime seconde, al risparmio diretto sullo smaltimento, i vantaggi economici crescono nel momento in cui i residui tornano sul mercato come sottoprodotti.
A livello operativo, infatti, ciò che viene scartato nella catena produttiva può essere riqualificato con percorsi di recupero o, nel caso in cui sia possibile soddisfare i criteri che lo definiscono tale, un sottoprodotto.
In entrambi questi scenari, i benefici a livello reputazionale concorrono alla costruzione di un’immagine aziendale attenta alla sostenibilità in modo concreto e misurabile, rendendo la circolarità un fattore chiave per ottenere un vantaggio competitivo sul mercato.
Le pratiche ESG, infatti, sono riconosciute positivamente dagli stakeholder come evidenze di un modello di business attento all’ambiente e alla sensibilità del pubblico e dei clienti finali.
I limiti reali dello Zero waste
La piena implementazione di percorsi circolari orientati allo Zero waste, nonostante i benefici ambientali ed economici, presenta comunque sfide e criticità che, però, possono essere superate.
A livello normativo, la complessità del quadro delle direttive nazionali e comunitarie rappresenta una prima difficoltà. Il confronto con un partner tecnico qualificato è il primo passo per affrontarla proattivamente e per implementare processi e soluzioni efficaci e conformi.
Dal punto di vista operativo e tecnico, invece, una transizione sostenibile verso lo Zero waste può richiedere un intervento di riprogettazione sulla filiera produttiva. L’importanza della digitalizzazione si rivela cruciale per avere a disposizione un monitoraggio concreto dei processi, il punto di partenza per elaborare una strategia più attenta alla riduzione degli scarti e alla loro valorizzazione.
In ultimo, è necessario uno sforzo capace di ridisegnare la cultura aziendale in modo da rendere anche i singoli operatori partecipi di un cambiamento virtuoso in linea con valori ambientali concreti e misurabili.
I limiti dello Zero waste, quindi, possono essere affrontati con un approccio olistico e integrato, in cui ogni elemento della filiera produttiva viene organizzato privilegiando il risultato finale secondo il quale il valore dei residui viene preservato e consolidato.
Zero waste to landfill: quando il recupero sostituisce lo smaltimento
Nella strada verso la riduzione completa della produzione di rifiuti, un traguardo intermedio è lo Zero waste to landfill, quindi l’annullamento della quota rifiuti conferita in discarica. In questo caso, le certificazioni previste riconoscono risultati per le aziende che si approssimano o raggiungono la totalità dell’obiettivo.
Per le imprese, infatti, il percorso verso l’azzeramento dei rifiuti prodotti che vengono conferiti in discarica, prevede il conseguimento di step graduali concedendo la possibilità di compensare eventuali frazioni residue che non prevedano alternative allo smaltimento.
Questo modello produttivo, in definitiva, incentiva le attività a immaginare scenari di recupero per gli scarti prodotti, anziché guardare unicamente al conferimento in discarica.
Il nostro impegno nei confronti di un’importante azienda del settore automotive ci ha consentito di raggiungere l’obiettivo Zero waste to landfill quando la logistica e la rete degli stabilimenti presentavano la sfida come particolarmente articolata.
Rifiuto o sottoprodotto?
Quando da un processo produttivo i residui diventano rifiuti, la loro gestione per essere sostenibile deve individuare le strategie per valorizzarli attraverso trattamenti di recupero.
Qualora uno scarto possa essere considerato un sottoprodotto, invece, può essere riutilizzato immediatamente in un processo di produzione successivo.
Per ritenere del materiale residuale come sottoprodotto, la normativa fissa requisiti stringenti (art. 184 bis d. lgs. 152/2006) che devono essere rispettati e garantiti lungo tutta la filiera.
Distinguere correttamente un rifiuto da un sottoprodotto è indispensabile per le aziende che scelgono come obiettivo l’eccellenza ambientale.
La transizione digitale, l’unica via per l’obiettivo Zero waste
Un paradigma produttivo circolare, oggi, è concepibile unicamente attraverso strumenti digitali in grado di assicurare conformità e tracciabilità.
La trasformazione digitale, infatti, si dimostra l’alleato più utile per garantire l’ottimizzazione dei processi mantenendone il pieno controllo. Per le aziende, oggi, la trasparenza lungo la catena del valore è un elemento necessario e solo grazie all’ausilio della tecnologia è possibile assicurarla.
Digital By-Product Passport: tracciabilità garantita
In Omnisyst abbiamo sviluppato il servizio Digital By-Product Passport per offrire alle aziende uno strumento pratico ed efficace dedicato alla gestione dei sottoprodotti.
Grazie alla blockchain, infatti, la tracciabilità di un sottoprodotto è certificata e garantita, l’unico modo per risultare conforme in ogni aspetto e consentire l’utilizzo di un residuo qualificandolo come sottoprodotto.
Un residuo con questa qualifica diviene una risorsa capace di generare opportunità a livello commerciale e permette alle aziende non solo di ridurre il proprio impatto ambientale e le emissioni, ma anche di inserirsi pienamente all’interno di un paradigma circolare.
Digital Waste Passport: conformità e reputazione
Il nostro impegno nella transizione digitale, inoltre, ci ha portato a concepire il Digital Waste Passport, una piattaforma digitale che accompagna un rifiuto verso il fine vita.
Con questo strumento, un passaporto digitale completo e trasparente, ogni processo che ha coinvolto la generazione di un rifiuto lascia una traccia, in modo da facilitarne i trattamenti per il recupero e la nuova immissione all’interno del ciclo produttivo.
Crescere in modo sostenibile per raggiungere l’obiettivo Zero waste
Il cambiamento virtuoso che accompagna le aziende verso lo Zero waste è un percorso di miglioramento continuo in cui dal controllo e dalla misurazione dei processi si ottengono progressi reali nella direzione di una sostenibilità concreta.
Dall’individuazione dei KPI e dal loro monitoraggio si sviluppano le strategie per una governance attenta alla riduzione dei residui e alla riqualificazione dei materiali di scarto.
I dati legati alle performance di efficientamento, infatti, restituiscono informazioni utili per aumentare la produttività riducendo la quantità complessiva di rifiuti e incrementando quella dei sottoprodotti.
Il tasso di conferimento in discarica è un altro valore che testimonia la riuscita di un piano operativo orientato alla crescita sostenibile: quando anche il volume dei rifiuti rimanesse lo stesso ma questi venissero recuperati con trattamenti di riciclo, compostaggio o produzione di energia, comunque si otterrebbe una diminuzione dello smaltimento in discarica.
Solo grazie alla digitalizzazione è possibile un monitoraggio dettagliato e costante, l’unico in grado di offrire i dati utili per identificare nuovi margini di miglioramento. Con l’utilizzo di tecnologie digitali, infatti, l’obbligo della tracciabilità si trasforma in un’opportunità strategica con cui garantire la valorizzazione dei residui.
L’outsourcing e il ruolo di un intermediario rifiuti
La trasformazione profonda e complessa che richiede un percorso verso lo Zero waste dimostra la necessità di un confronto con un solution provider specializzato nella circolarità e operativamente capace di suggerire strategie per il contenimento dell’impatto ambientale concrete e attuabili.
La nostra esperienza come Omnisyst nasce per valorizzare i residui fornendo consulenze e soluzioni personalizzate. Gli strumenti digitali che adottiamo si sviluppano su una piattaforma proprietaria costantemente aggiornata per assicurare la piena compliance normativa.Se la tua azienda punta a un obiettivo di eccellenza ambientale come quello dello Zero waste, contattaci per scoprire quali sono i passi per raggiungerlo.
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER OMNISYST!
Vuoi essere sempre un passo avanti?
Entra nel mondo della sostenibilità,
dell’economia circolare, delle normative di settore e delle soluzioni più innovative per i residui di produzione.