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12 - 06 - 2025

Reputazione e responsabilità nella gestione ambientale: la sfida per i leader aziendali

Reputazione e responsabilità nella gestione ambientale

La questione che riguarda la gestione ambientale diventa piuttosto articolata se pensiamo ai vertici delle aziende in situazioni di contratti e appalti che le vincolano tra loro.
In gioco c’è la responsabilità legale che risponde di scelte e azioni concrete. In aggiunta a questa sono coinvolte anche la reputazione e l’immagine dell’organizzazione da parte di stakeholder e, più in generale, della collettività.

Chi prende decisioni ambientali all’interno di un’azienda è giusto sia consapevole prima di tutto della norma e delle condotte da applicare anche nel caso di appalti, dimensione contrattuale decisamente frequente in campo edile e non solo.
Quali sono le figure coinvolte, quali quelle legalmente responsabili e in che modo si può valutare questa responsabilità?

Proviamo a fare chiarezza su un tema di grande rilevanza dal punto di vista giuridico.

La responsabilità nella gestione ambientale: quali soggetti coinvolge?

Sotto l’aspetto normativo non ci sono dubbi: il produttore è il responsabile della corretta gestione dei rifiuti, come indicato dall’art. 188 del D. Lgs. 152/2006.

Concretamente, questo è valido sia nel caso in cui il trattamento dei rifiuti venga gestito direttamente dal produttore, quindi dall’azienda che ha generato gli scarti, sia nel momento in cui viene affidato ad intermediari regolarmente autorizzati.

Quindi il produttore, cioè il legale rappresentante dell’azienda, è responsabile anche di recupero e smaltimento?
Quando la gestione di queste attività viene affidata ad enti o imprese che perciò dispongono del Formulario di Identificazione dei Rifiuti (FIR) completo, datato e controfirmato, la responsabilità per il recupero o smaltimento passa a loro in quanto detentori.

Questo però non significa che nel momento in cui un gestore ambientale diviene detentore, il produttore gli passa il testimone.
Bisogna ricordare, infatti, che è responsabilità legale di chi produce i rifiuti identificarli correttamente. Perciò se un rifiuto viene smaltito in un certo modo perché identificato da un codice errato, la responsabilità sarà comunque del produttore.

Vediamo uno scenario analogo, ovvero il caso in cui l’identificazione risulta corretta ma sono le procedure a non essere conformi. In questo esempio è il detentore che prevede un processo di smaltimento non idoneo ad essere la figura legalmente responsabile.

Appaltatore e committente, chi è il produttore di rifiuti secondo la normativa?

L’azienda che ottiene dalla propria attività di produzione materiali di scarto è chiaramente identificabile con il produttore, ma nel caso di un appalto, come si distribuiscono le responsabilità?

La giurisprudenza precisa che nello scenario appena descritto chi esegue direttamente l’opera, cioè l’appaltatore, è responsabile della gestione dei rifiuti. Bisogna però precisare che in più occasioni anche il committente è stato ritenuto produttore dei rifiuti, dal momento che è stata provata la sua ingerenza o controllo diretto sulle attività dell’appaltatore.

Ha poco senso in questi casi determinare a priori chi è legalmente responsabile della gestione ambientale visto che di fatto tutto dipende dalle evidenze che dimostrano l’ingerenza da parte del committente.
Quello che invece è chiaramente riconducibile al committente è la scelta di un appaltatore che si occupi della gestione ambientale dei rifiuti secondo la normativa. Altro compito di chi affida l’esecuzione a terzi è tenere monitorata l’attività dell’appaltatore individuato per quanto riguarda i rifiuti.

Esaminiamo un po’ più da vicino questi due aspetti, per chiarire meglio cosa si richiede a chi demanda a terzi la realizzazione di un’opera.

Culpa in eligendo e culpa in vigilando

Senza entrare troppo nel dettaglio legale della questione, è importante ricordare i due concetti di “eligendo” e “vigilando”.
Entrambi si riferiscono a due momenti diversi, il primo quello in cui un committente sceglie un appaltatore e il secondo quello in cui tiene monitorato il suo lavoro e se ne assicura la conformità alle norme.

I due concetti non sono per niente estranei al tema della gestione ambientale, infatti:

  • si parla di “culpa in eligendo” quando la responsabilità per un illecito da parte dell’appaltatore ricade sul committente che non ne ha verificato l’idoneità dal punto di vista normativo;
  • abbiamo una situazione di “culpa in vigilando”, invece, nel caso in cui al committente sia attribuita la responsabilità di non aver monitorato nel tempo la condotta dell’appaltatore.

Per fare chiarezza possiamo dire che la scelta di un appaltatore è determinante per un committente e ha valenza giuridica nel caso di un illecito nella gestione ambientale. Tuttavia quello che si richiede a chi affida l’esecuzione dell’opera a terzi non si esaurisce nell’individuazione di un soggetto ma prosegue nel monitoraggio della sua attività.

Semplificando ulteriormente possiamo dire che l’ingerenza di un committente ne determina la responsabilità legale nella gestione dei rifiuti. Per questa ragione gli appaltatori vanno scelti vagliando la loro conformità normativa che va comprovata nel tempo.

Nella gestione ambientale, le responsabilità non vengono demandate a terzi con un contratto, per questo le aziende dovrebbero sempre fare riferimento a partner nella governance dei rifiuti che, con consulenze dedicate e approfondite, sappiano restituire un quadro molto preciso della situazione giuridica.

L’importanza della reputazione aziendale

Possiamo dire che per quanto riguarda la gestione ambientale, il detto molto in voga nel marketing secondo cui “non esiste cattiva pubblicità“, sia del tutto inapplicabile.

Come abbiamo ricordato, inadempienze e illeciti nella gestione dei rifiuti hanno conseguenze legali, sanzioni o esiti penali, anche quando ci sono soggetti come appaltatori coinvolti nella filiera.
Ora, tralasciando la questione dal punto di vista della giurisprudenza, vale la pena menzionare il peso di queste situazioni nella reputazione aziendale.

Il trattamento degli scarti e nello specifico dei rifiuti è uno strumento di comunicazione molto potente: quando un’azienda si impegna concretamente dal punto di vista ambientale, per esempio con strategie di compensazione della CO2 o scelte che promuovono la circolarità, il riscontro presso i portatori di interesse è decisamente positivo.
Al contrario, una cattiva gestione del comparto dei rifiuti produce veri e propri danni reputazionali, a cui purtroppo la cronaca ci ha abituato con una certa regolarità.

In un certo senso, quindi, la reputazione aziendale si costruisce anche sulle attività che regolano gli scarti e i rifiuti. Tutelare l’ambiente e la salute nel rispetto delle norme è prima di tutto un dovere giuridico ma, in secondo luogo, è il terreno su cui un’azienda costruisce la propria reputazione nei confronti di stakeholder e, nel complesso, delle persone.

La compliance ambientale: un ecosistema di valori

Agire nel rispetto delle regole per proteggere l’ambiente e prevenire un impatto negativo sul pianeta non è il solo significato per “compliance ambientale”.
In azienda è un concetto più ampio, che riguarda anche la capacità di cogliere opportunità e vincere sfide importanti per ridurre le emissioni e dimostrare di poter costruire un percorso di crescita realmente sostenibile.

La valutazione e l’analisi dei rischi e del contesto legale di riferimento in caso di appalto o subappalto sono altri aspetti che vanno ricondotti alla compliance ambientale.
Dal punto di vista delle aziende sono tante le scelte che fanno riferimento a questo ambito e, come precisato, i risvolti vanno ben oltre la conformità alle regole.

Attraverso la valorizzazione degli scarti e una gestione attenta e rigorosa dei rifiuti è possibile veicolare un messaggio di grande impatto per le persone, coinvolte in modo più o meno diretto dall’operato di un’azienda.
Omnisyst è il partner della governance dei rifiuti che aiuta le aziende ad individuare la strada migliore per una gestione degli scarti innovativa, di valore e conforme a livello normativo.

Per avere una consulenza personalizzata e conoscere le responsabilità legali della tua azienda in un contesto che coinvolge altre organizzazioni, contattaci.