L’impatto sull’ambiente dell’industria farmaceutica richiede alle aziende che operano in questo settore di affrontare sfide complesse.
Per la produzione e lo smaltimento dei beni del pharma occorrono trattamenti dedicati capaci di neutralizzare efficacemente le minacce agli ecosistemi e alla salute pubblica, nello specifico nella gestione dei rifiuti farmaceutici solidi e delle acque reflue.
La situazione che si viene a creare, perciò, può risultare a tratti paradossale: nello sforzo industriale che mira alla tutela della salute delle persone, i rischi maggiori diventano proprio quelli sanitari, oltre che ambientali.
Il trattamento dei residui, in particolare negli impianti dedicati alla produzione di antibiotici, troppo spesso si rivela insufficiente: ciò determina una contaminazione del suolo e delle risorse idriche che sviluppa la resistenza nei batteri e ne incentiva un’evoluzione selettiva.
Questo scenario ha richiesto alle autorità sanitarie internazionali tra cui l’OMS di enfatizzare il fatto che l’inquinamento da antibiotici ne mette a repentaglio la stabilità e l’efficacia. Per questo dall’industria del pharma è preteso uno sforzo maggiore nella gestione dei rifiuti farmaceutici per salvaguardare la salute pubblica e gli ecosistemi.
Con questo approfondimento vogliamo analizzare la situazione e fare luce sulle modalità per migliorare la governance dei rifiuti farmaceutici rispettando le norme e promuovendo una cultura di innovazione orientata alla sostenibilità per un settore determinante come quello farmaceutico.
I rischi nella produzione di antibiotici
Nel settore farmaceutico, i processi produttivi, la gestione dei prodotti e lo smaltimento post consumo possono mettere a rischio la sostenibilità ma offrono anche opportunità concrete per affrontare queste sfide con successo.
L’ambito specifico sul quale intendiamo concentrarci riguarda la produzione industriale di antibiotici, il cui impatto diretto interessa proprio la crisi della resistenza antimicrobica (AMR).
I residui della filiera di produzione di questi farmaci presenti nelle acque reflue contaminano fiumi, sedimenti e il suolo, interagendo con le comunità microbiche acquatiche e terrestri. Per questa ragione sono richiesti trattamenti specifici e più incisivi, perché anche basse concentrazioni di questi componenti chimici sono all’origine di gravi ripercussioni sulla salute umana e animale.
Per quanto riguarda i rifiuti solidi, la produzione farmaceutica genera residui di diverso tipo: scarti chimici, prodotti non conformi e imballaggi o contenitori contaminati. Molti di questi vengono classificati come rifiuti pericolosi ma il problema che li riguarda si riferisce più propriamente alle loro caratteristiche intrinseche: essendo progettati per resistere alla degradazione metabolica nel corpo umano, queste sostanze sono quindi scarsamente biodegradabili nell’ambiente esterno.
L’impatto sulla biodiversità
La prima conseguenza di una gestione poco attenta dei residui farmaceutici colpisce gli equilibri ecologici: i farmaci nascono come elementi bioattivi e questa capacità ha effetti negativi sulle popolazioni animali acquatiche e non solo.
Gli antibiotici infatti possono intaccare anche le piante, interferendo su processi come la fotosintesi e generando una riduzione della biodiversità arrivando a compromettere le dinamiche che regolano interi ecosistemi.
L’impatto ambientale dei rifiuti farmaceutici non riguarda una singola sostanza, ma diversi farmaci che, con componenti chimiche e biologiche specifiche, interagiscono tra loro in modo non intenzionale e producendo effetti non sempre conosciuti.
La gestione delle acque reflue per ridurre i residui
L’OMS ha previsto per la produzione di antibiotici delle linee guida specifiche per il trattamento delle acque reflue: una gestione più efficace è determinante nel contenimento dell’impatto ambientale della filiera.
Processi e trattamenti evoluti e tecnologicamente avanzati
Le tecnologie di trattamento devono essere più stringenti ed è necessario sviluppare sistemi di monitoraggio adeguati che comprovino la conformità e l’efficacia delle soluzioni implementate.
La rimozione dei contaminanti prodotti dall’industria farmaceutica prevede processi e metodologie innovativi tra cui i processi di ossidazione avanzata, quelli di adsorbimento e i sistemi di filtrazione avanzata.
Nell’ossidazione avanzata, la degradazione di molecole farmaceutiche complesse è affidata a specie radicaliche altamente reattive, per esempio l’ozonizzazione e i sistemi basati su UV.
La tecnologia dei processi di adsorbimento si serve di materiali porosi come il carbone attivo o il biochar per rimuovere i contaminanti dalle acque reflue.
Ultrafiltrazione e osmosi inversa, infine, sono esempi di sistemi di filtrazione avanzata con un alto tasso di efficacia nel trattamento delle acque reflue farmaceutiche che consentono un elevato recupero dell’acqua.
Monitoraggio e tracciabilità delle emissioni
Rilevare eventuali contaminanti consente di intervenire sui processi di trattamento delle acque reflue in modo che sia sempre garantita la conformità normativa.
Le informazioni ottenute da sistemi di monitoraggio avanzati come i sensori a fluorescenza, restituiscono un quadro preciso della situazione e, se necessario, attivano allarmi per gestire tempestivamente i problemi e prevenire maggiori contaminazioni.
Come in altri settori, l’importanza di monitoraggio e reportistica nella governance dei residui non significa solamente maggiore tutela per l’ambiente e quindi la salute umana, ma anche una riduzione dei costi operativi e un miglioramento dei processi e quindi dell’efficienza complessiva.
Solo grazie a dati precisi e puntuali è possibile infatti ottimizzare le prestazioni degli impianti di trattamento e ottenere gli insight per comunicare in modo trasparente le azioni che promuovono l’economia circolare per un reale engagement degli stakeholder.
I rifiuti solidi: strategie per minimizzare gli scarti
Per ottimizzare la gestione degli scarti da un punto di vista sostenibile, le strategie da implementare, anche per il settore farmaceutico, sono tre: ridurre i residui alla fonte, recuperare quanto più materiale possibile e in ultimo attuare trattamenti innovativi e a basso impatto per i rifiuti non recuperabili.
L’ottimizzazione dei processi produttivi e l’efficientamento delle risorse sono due soluzioni necessarie per agire sulla riduzione dei rifiuti evitabili. Da questo punto di vista, sia una gestione oculata degli imballaggi che un’analisi dei processi per individuare i punti di generazione degli scarti diventano operazioni utili per minimizzarne la produzione.
Il modello circolare sta diventando preponderante anche nel settore farmaceutico: in questo contesto, anche gli scarti possono rientrare in un percorso di valorizzazione che li trasforma in risorse. Il recupero di determinati solventi o di componenti biodegradabili, per esempio gli imballaggi in carta e cartone, permette il loro reinserimento in cicli produttivi di altre filiere per alimentare sistemi di compostaggio.
Quando non sono possibili paradigmi di recupero e quindi si rende necessario lo smaltimento dei rifiuti farmaceutici, l’incenerimento a basse emissioni è una soluzione per alcuni residui solidi derivanti dal trattamento delle acque reflue.
Ancora, inertizzazione e incapsulamento sono modalità di gestione di scarti provenienti dal settore del pharma che non mettono a rischio gli ecosistemi o la salute delle persone.
La sfida del settore quindi non riguarda i rifiuti biodegradabili, quanto quelli che intrinsecamente presentano caratteristiche di non biodegradabilità e che quindi richiedono trattamenti specializzati e ad alta intensità energetica.
Normative e regolamentazioni specifiche per i rifiuti farmaceutici
Oltre al quadro normativo che regola la gestione dei rifiuti nel suo complesso, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha redatto nel 2024 una guida dedicata alla gestione delle acque reflue e dei rifiuti solidi ottenuti dalla produzione di antibiotici.
Alla base di questo documento ci sono le evidenze scientifiche ottenute da indagini indipendenti che hanno sottolineato l’urgenza della questione. L’inquinamento frutto della produzione di antibiotici contribuisce all’aggravamento della resistenza antimicrobica: per assicurare l’efficacia degli antibiotici si rende necessario migliorare la filiera e includere migliori pratiche per la gestione del rischio.
Più in generale, sia a livello europeo che internazionale, i rifiuti farmaceutici pericolosi sono disciplinati dai provvedimenti che riguardano i rifiuti tossici e in particolare quelli sanitari.
L’Unione Europea si è impegnata per rafforzare la legislazione che riduce l’impatto ambientale dei farmaci tenendo presente tutto il loro ciclo di vita.
Responsabilità estesa del produttore nel settore farmaceutico
Proprio in quest’ottica, la Responsabilità estesa del produttore interessa anche il settore farmaceutico. Le aziende del pharma sono infatti responsabili dei prodotti anche a fine vita, intendendo quindi i trattamenti di recupero o smaltimento.
Grazie alla Direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane adottata dal Consiglio UE nel novembre 2024, viene introdotto nel settore farmaceutico e cosmetico l’obbligo per i produttori a contribuire ai costi di trattamento delle acque reflue urbane per eliminare i micropollutanti provenienti dai loro prodotti.
Si tratta di una disposizione che nel tempo richiederà l’aggiunta di un particolare trattamento agli impianti urbani, classificati in base alla capacità. Da una parte, l’obiettivo è sicuramente quello di eliminare la più ampia quota possibile di inquinanti nelle acque reflue, dall’altra quello di agire all’origine per produrre in modo più sostenibile.
Soluzioni innovative: il supporto di Omnisyst
La digitalizzazione dei processi e il loro monitoraggio si dimostra una strategia vincente anche nella gestione sostenibile dei rifiuti farmaceutici.
Le soluzioni tecnologicamente avanzate garantiscono una tracciabilità completa e assicurano, oltre alla piena conformità normativa, la trasparenza e la visibilità in tempo reale su tutta la filiera.
Sistemi che integrano modelli di intelligenza artificiale a piattaforme digitali e soluzioni con dispositivi informatici IoT rappresentano un ecosistema intelligente di raccolta e trasmissione dati precisa e affidabile. Nella gestione dei rifiuti farmaceutici ottimizzare la produzione e ridurre gli scarti consente di avere un maggior controllo e quindi contenere i rischi, parte fondamentale degli obblighi previsti dalla Responsabilità estesa del produttore.
Nel settore chimico farmaceutico, noi di Omnisyst abbiamo aiutato un gruppo aziendale internazionale a limitare gli scarti prodotti presso uno degli stabilimenti, contenendo l’impatto ambientale e i problemi legati a ingombro e stoccaggio. Nel caso di successo relativo alla riduzione dei fanghi di scarto, abbiamo spiegato come abbiamo ottenuto questo importante risultato.Se la tua azienda opera nel comparto ed è alla ricerca di soluzioni all’avanguardia per contenere le emissioni e l’impatto ambientale tutelando gli ecosistemi e le persone, contattaci per prenotare una consulenza personalizzata.
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