L’idea alla base dell’economia circolare è del tutto rivoluzionaria, da un lato cambia radicalmente ciò che intende sostituire, cioè un sistema lineare che produce per poi smaltire, dall’altro propone un modello di business innovativo e sostenibile per le persone oltre che per il pianeta.
Il senso è semplice: gli scarti si inseriscono un processo che li valorizza, trasformandoli in risorse.
Nell’economia circolare si promuove una crescita delle organizzazioni e delle aziende condivisa, realmente integrata nell’ambiente in cui si inseriscono. Andando oltre il solo concetto di sharing delle risorse, questo modello di crescita sostenibile coinvolge tutti gli attori che fanno riferimento all’azienda, per questo si parla di stakeholders engagement.
Vediamo quindi cosa significa costruire e sviluppare una strategia sostenibile che interessi l’intero ecosistema delle figure che partecipano alla crescita di un’organizzazione.
I pilastri dell’economia circolare
Nato per rispondere alle esigenze di sostenibilità del pianeta, il modello dell’economia circolare diviene per le imprese un’opportunità di raggiungere la crescita in termini di competitività, innovazione e occupazione.
Alla base c’è un sistema rigenerativo strutturato in cinque momenti chiave, i cosiddetti cinque pilastri dell’economia circolare:
- Risorse, fonti e materiali: verdi, rinnovabili e ottenuti dal riciclo. Il punto di partenza è una scelta consapevole.
- Non più prodotti ma servizi: rivoluzionare il concetto che propone un consumo che porta all’esaurimento di un bene.
- Condivisione e sharing: favorire un uso efficiente di beni e servizi promuovendone la condivisione.
- Estensione della vita utile: riutilizzare e riciclare, quando si offre un servizio anziché un prodotto è più facile.
- Recupero: non solo materie prime ma beni e prodotti che possono essere rigenerati e reimmessi sul mercato.
Per le organizzazioni adottare questo paradigma circolare diviene una risorsa per costruire un modello di business più competitivo e in linea con la trasformazione digitale.
Green Deal: la strategia di crescita sostenibile dell’UE
L’Unione Europea ha affrontato la crisi climatica stabilendo un obiettivo comune di riduzione delle emissioni: il Green Deal europeo si propone di fare del nostro continente il primo a impatto climatico zero entro il 2050.
Con la tabella di marcia del Green Deal, la strategia dell’Europa promuove contemporaneamente un nuovo modello di organizzazione: rinnovatrice, competitiva e responsabile sia nei confronti delle persone che dell’ambiente.
Alla gestione dei rifiuti, così come ad altre voci dai combustibili fossili alla deforestazione, sono largamente imputabili gran parte delle emissioni di gas a effetto serra prodotte nel nostro continente.
Una prospettiva rigenerativa vede negli scarti l’opportunità di conciliare la sostenibilità ambientale con una gestione più oculata delle risorse, i cui benefici rafforzano la competitività oltre che la reputazione.
Stakeholders engagement: attori con un ruolo da protagonisti
Per costruire un percorso di crescita credibile e duraturo, è fondamentale coinvolgere gli stakeholders attraverso una comunicazione efficace. Ascoltare e rispondere alle esigenze di dipendenti, fornitori, cliente e istituzioni è cruciale per sviluppare una strategia sostenibile e condivisa.
Instaurare una comunicazione coerente e corretta con i propri interlocutori chiave consente di accrescere quello che si definisce stakeholders engagement, ovvero il loro coinvolgimento.
Dimostrare interesse e impegno nelle questioni ambientali adottando un modello economico circolare richiede un dialogo con gli stakeholders. È giusto definirlo un dialogo, appunto, perché in quanto figure rilevanti per l’azienda o l’organizzazione il primo passo è l’ascolto.
Il ruolo che hanno questi interlocutori, quindi, diviene primario, perché non sono spettatori passivi delle scelte operate dall’azienda, ma soggetti interessati che, soprattutto nel caso di politiche sostenibili, vogliono e devono essere tenuti in considerazione.
Quanto alla situazione ambientale, ora più che mai da parte di dipendenti, collaboratori fornitori, partner commerciali, clienti ma anche istituzioni e dalla collettività si richiede alle aziende una posizione chiara e un impegno reale.
Informazione, coinvolgimento e partecipazione
Adottare un paradigma economico rigenerativo e in particolare dare valore agli scarti, richiede una comunicazione appropriata e l’uso di strumenti per misurare l’impatto.
Con un software di waste management è possibile disporre di informazioni relative al monitoraggio delle emissioni di CO2 generate dalla gestione dei rifiuti e informare del proprio impegno a contenerle.
I dati relativi all’impronta ecologica di un’organizzazione, nei casi di realtà particolarmente strutturate e di una certa misura, sono necessari perché richiesti dalle regolamentazioni in vigore.
Per le aziende che ancora non ne hanno l’obbligo, però, costituiscono un valore aggiunto con cui rendere manifesto la progressiva realizzazione della digital transformation e il proprio impegno ambientale.
In ogni caso si tratta di dati fondamentali che costituiscono la base per prendere decisioni informate in considerazione delle misure di compensazione che vengono offerte alle aziende e alle organizzazioni. Stakeholders engagement, quindi, non vuol dire solo rafforzamento della propria reputazione, ma l’adozione di una politica di trasparenza e partecipazione nei confronti dei soggetti rilevanti per un’azienda.
La comunicazione interna
A partire dalle figure interne, nel rapporto con i dipendenti e collaboratori è utile trasmettere la posizione e il ruolo dell’azienda riguardo la sostenibilità.
Per le persone riconoscersi nei valori della propria organizzazione è motivo di crescita e orgoglio. Comunicare con i dipendenti le scelte aziendali non è solo una prassi: è un gesto di fiducia che alimenta il coinvolgimento e rafforza il senso di appartenenza.
A livello meramente occupazionale, invece, la transizione verso un paradigma economico circolare può coincidere con un ampliamento dei posti lavoro conseguente alla scelta di privilegiare i servizi alle materie prime. Questo tipo di messaggio ottiene un riscontro positivo quando viene condiviso con le persone.
I rapporti con i fornitori e partner commerciali
Nella comunicazione con fornitori e partner commerciali, dimostrarsi una realtà allineata con i valori condivisi e con le politiche ambientali europee è sinonimo di responsabilità e coerenza.
Aderire a un modello economico circolare e renderlo manifesto significa impegnarsi nel dare valore all’innovazione e disporre di una vision che punta ad accrescere la propria competitività sul mercato.
La costruzione di una crescita sostenibile equivale a una dichiarazione di stabilità che rassicura le relazioni commerciali e mantiene un’immagine di solidità.
Dall’altro lato: i clienti
La preferenza da parte del cliente va oltre la qualità del prodotto o del servizio offerto. La credibilità di un’organizzazione è diventata un elemento di primo piano, principalmente perché deve dimostrarsi valida sotto diversi punti di vista.
Un percorso attento alla sostenibilità è indubbiamente virtuoso: prima di tutto perché si articola in una crescita che tiene conto delle risorse e del proprio impatto ma anche perché incontra il favore dei clienti che ritrovano valori condivisi, responsabilità e attenzione.
La trasformazione di rifiuti in risorse
La governance dei rifiuti rappresenta uno dei fattori chiave per avviare un percorso circolare: restituire valore agli scarti, infatti è imprescindibile.
Un primo passo per le organizzazioni può essere quello di scegliere materiali e risorse che a fine vita possano entrare in un iter di recupero e non di smaltimento. Le differenze tra questi due trattamenti, infatti, dipendono dalla tipologia e dalle caratteristiche di un rifiuto: l’alternativa quindi si costruisce prima, nel criterio con cui una risorsa viene preferita a un’altra.
Affidarsi a un gestore rifiuti che condivide valori di sostenibilità garantisce competenze consulenziali che possono aiutare un’organizzazione ad aderire a un modello circolare.
La trasformazione di uno scarto in combustibile, in un nuovo materiale o prodotto riduce l’impatto ambientale perché viene reimmesso nell’ecosistema produttivo. La valorizzazione di un residuo in risorsa è uno degli elementi cardine di un paradigma circolare.
Non è detto che la circolarità sia all’interno della stessa organizzazione: quando uno scarto per una realtà diviene una risorsa per un’altra si può parlare di simbiosi industriale, un modello collaborativo che crea vantaggio per le parti coinvolte.
I vantaggi di un modello circolare sono anche di natura economica
Non solo sostenibilità ed efficienza, ma reale vantaggio economico ecco perché il modello rigenerativo risulta innovativo e porta competitività.
Nella governance dei rifiuti il recupero degli scarti è meno dispendioso delle operazioni di smaltimento, che invece risultano più onerose per le aziende.
Infatti, con le attività del paradigma circolare si costruisce valore anche ridimensionando i costi: un modello di business meno vincolato alle materie prime riduce l’esposizione al rischio di volatilità dei prezzi del mercato.
Anche l’inserimento in un circuito simbiotico e collaborativo riporta un vantaggio economico tangibile dal momento che nei rapporti tra le aziende si concretizza il rientro economico. I sottoprodotti industriali possono infatti costituire una fonte di investimento diretta se venduta a terzi o indiretta se reimpiegati in altre produzioni interne.
Il ruolo di Omnisyst nel paradigma circolare
Omnisyst sceglie di affiancare le aziende trasmettendo e condividendo valori di responsabilità umana, ambientale ed economica.
Ci riconosciamo nel modello economico circolare con l’idea di contribuire alla crescita sostenibile delle aziende insieme all’impegno nel restituire valore agli scarti e ai rifiuti industriali.
Per le organizzazioni e le aziende costruire e rafforzare la propria immagine con tutti gli stakeholders in una politica ambientale concreta è cruciale e accompagnarle semplificando e facilitando la gestione dei residui di produzione è la nostra mission.
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