La gestione dei rifiuti non è più solo un adempimento normativo: attraverso dati, monitoraggio e analisi può diventare uno strumento per orientare decisioni sempre più consapevoli.
Milano, 29 settembre 2026 – Tracciare un rifiuto significa sapere dove viene prodotto, come viene trasportato e dove viene destinato. Ma oggi questo non basta più. Per governare realmente le proprie performance ambientali, le aziende hanno bisogno di conoscere anche l’impatto della gestione dei propri rifiuti, trasformando un obbligo normativo in uno strumento di analisi e miglioramento continuo.
È questo il percorso intrapreso da Chimar, azienda attiva da oltre quarant’anni nello sviluppo e nella produzione di colori e additivi per materie plastiche, che ha scelto di affidare a Omnisyst la gestione integrata dei propri rifiuti industriali. Oltre a garantire la conformità normativa e la completa tracciabilità dei flussi, Omnisyst coordina gli aspetti operativi della filiera (dalla classificazione dei rifiuti all’individuazione degli impianti di destinazione, dalla gestione dei trasporti agli adempimenti documentali), mettendo a disposizione dati e strumenti che consentono di monitorare nel tempo anche l’impatto ambientale della gestione e orientare scelte sempre più efficienti.
Nel periodo luglio 2025 – luglio 2026, Omnisyst ha gestito per Chimar 761.851 kg di rifiuti industriali, attraverso 82 movimentazioni, registrando un incremento del 13,1% rispetto ai dodici mesi precedenti, quando i rifiuti gestiti erano stati 673.401 kg distribuiti su 72 movimentazioni. Nel periodo analizzato sono stati coinvolti 12 impianti di destinazione e 11 trasportatori, mentre ogni movimentazione è stata accompagnata dalla relativa documentazione ambientale, per un totale di 309 registrazioni di carico e scarico, garantendo la completa ricostruibilità dell’intero percorso del rifiuto.
“In Chimar consideriamo la sostenibilità un percorso concreto e trasversale, che coinvolge progressivamente ogni area dell’organizzazione. Negli ultimi anni abbiamo costruito un sistema sempre più strutturato, affiancando alla certificazione ambientale UNI EN ISO 14001 quella per la parità di genere secondo la UNI/PdR 125, insieme alle certificazioni dedicate alla qualità e alla salute e sicurezza sul lavoro. A questo impegno si aggiungono gli investimenti sul fronte energetico: l’utilizzo di energia proveniente da fonti rinnovabili, un impianto fotovoltaico da 420 kW a servizio della produzione e sistemi che ci consentono di monitorare in tempo reale la qualità dell’energia e i consumi delle linee produttive. L’obiettivo è rendere i nostri processi più efficienti, ridurre gli sprechi e disporre di informazioni sempre più precise sulle prestazioni ambientali dell’azienda” – ha dichiarato Andrea Millimaggi, HSE Officer e RSPP di Chimar. Millimaggi prosegue: “In questo percorso, la gestione dei rifiuti rappresentava un ambito già presidiato dal punto di vista operativo e documentale, ma al quale mancava una capacità di misurazione altrettanto puntuale e continuativa. Con Omnisyst abbiamo trasformato dati originariamente raccolti per finalità amministrative e di conformità in indicatori ambientali strutturati, confrontabili e utili a supportare le decisioni.” E conclude: “Oggi possiamo analizzare con maggiore precisione quantità, tipologie e destinazioni dei rifiuti prodotti, individuare le aree di miglioramento e valutare nel tempo l’efficacia delle azioni intraprese. Stiamo consolidando questo patrimonio informativo anche in vista della quantificazione dell’impronta carbonica aziendale: un passaggio fondamentale per definire obiettivi misurabili, orientare i prossimi investimenti e comunicare i risultati raggiunti in modo trasparente e verificabile.”
La gestione documentale rappresenta però soltanto una parte del percorso. Attraverso la piattaforma Omnisyst, Chimar monitora infatti l’impatto ambientale associato alla gestione dei rifiuti.
“La gestione dei rifiuti industriali non può più essere letta soltanto in termini di conformità normativa e corretta tracciabilità. Il valore dei dati raccolti lungo la filiera, dalla logistica ai trattamenti finali, sta nella possibilità di confrontare nel tempo soluzioni organizzative diverse e individuare progressivamente nuove opportunità di miglioramento. Il percorso avviato con Chimar va proprio in questa direzione: partendo dalla gestione operativa dei rifiuti, abbiamo costruito un sistema che consente di monitorare quantità, destinazioni, trattamenti e movimentazioni, restituendo all’azienda una lettura più completa delle proprie performance ambientali. È il passaggio dalla semplice gestione del rifiuto alla capacità di misurarne e governarne l’impatto” – commenta Marco Faggian, District Manager di Omnisyst.
Tra le principali tipologie di rifiuto gestite figurano le acque di raffreddamento delle linee produttive, le materozze, gli imballaggi misti, gli imballaggi in legno e plastica, i materiali ferrosi, le polveri, i rifiuti prodotti dagli additivi e le acque di lavaggio dei pavimenti. Nel periodo di riferimento sono state gestite otto tipologie di rifiuti non pericolosi e tre tipologie di rifiuti pericolosi, mentre sono state effettuate analisi chimiche su quattro differenti flussi di rifiuto, fondamentali per verificarne le caratteristiche e individuare il trattamento più appropriato.
Una parte significativa della gestione riguarda le acque di raffreddamento impiegate nei processi produttivi. Per la loro composizione e per la presenza di sostanze utilizzate durante il ciclo industriale, questi rifiuti richiedono specifici processi di trattamento prima della destinazione finale. Per questo motivo vengono avviati a operazioni di smaltimento, in particolare D8 e D9, mentre altri flussi, come imballaggi, materiali ferrosi e materozze, seguono prevalentemente percorsi di recupero.
La scelta tra recupero e smaltimento non rappresenta quindi un indicatore della qualità della gestione, ma dipende esclusivamente dalle caratteristiche del rifiuto e dalla tecnologia disponibile per trattarlo in sicurezza e nel rispetto della normativa.
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