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24 - 10 - 2025

Smaltimento rifiuti chimici: conformità, sicurezza e sostenibilità per le aziende

smaltimento rifiuti chimici

I percorsi di recupero e smaltimento studiati per la gestione degli scarti, tutelando la salute delle persone e dell’ambiente, evitano ai produttori di incorrere in sanzioni e illeciti.
Pur essendoci rifiuti pericolosi e non pericolosi, quando si parla di rifiuti chimici, a prescindere dalla pericolosità, è fondamentale attenersi ai regolamenti.

Sono tantissimi i comparti in cui vengono impiegate sostanze che producono residui chimici, non solo nel settore farmaceutico o nell’industria chimica. Dai laboratori scolastici e universitari fino a quelli di qualunque azienda, dai composti organici e non impiegati nel tessile, agli inchiostri utilizzati nella stampa e nell’industria fotografica, l’elenco delle attività produttive in cui vengono impiegate sostanze chimiche che generano residui è vasto.

Le strategie per una gestione corretta, conforme e sicura dei rifiuti chimici ci sono e le aziende possono addirittura riuscire a costruire paradigmi di sostenibilità anche a partire da un residuo così “scomodo”.
È necessario avere un interlocutore informato, preparato e capace di individuare le soluzioni virtuose che, con la giusta comunicazione, possono contribuire al rafforzamento della reputazione e dell’immagine aziendale.

Tipologie di rifiuti chimici, classificazione e indice di pericolosità

Il Catalogo Europeo dei Rifiuti, lo strumento che si utilizza per la classificazione dei rifiuti, dedica due capitoli interamente ai residui chimici:

  • 06 – Rifiuti dei processi chimici inorganici,
  • 07 – Rifiuti dei processi chimici organici.

Come anticipato questo tipo di residui può provenire da diverse aree produttive. Di conseguenza, quasi ogni capitolo del Catalogo Europeo dei Rifiuti include almeno un codice CER che identifica scarti contenenti componenti o sostanze chimiche.

Per una corretta classificazione è quindi di primaria importanza identificare opportunamente i residui prodotti in modo da agire di conseguenza e strutturare così il percorso di raccolta e successiva gestione.

Non tutti i rifiuti chimici sono classificati come rifiuti pericolosi. Questo comporta una semplificazione significativa nelle procedure sia per la documentazione che per lo stoccaggio e la gestione del trasporto. Quando necessario, il trasporto avviene in conformità ai regolamenti specifici: ADR per la strada, RID per il trasporto ferroviario, ADN per le vie navigabili interne, IMDG per le vie marittime e ICAO per il trasporto aereo.

La gestione dei residui chimici

Per i produttori, quindi, gestire in conformità alle normative i rifiuti prodotti, significa prima di tutto assegnare a ciascuno il codice di pertinenza.
Nel caso dei residui chimici, pur sapendo con precisione le sostanze coinvolte, si rende spesso necessario fare eseguire opportune analisi per conoscere con certezza la natura dei residui e determinarne con sicurezza l’eventuale pericolosità.

Sapere precisamente la composizione di un rifiuto chimico è importante anche per procedere con le operazioni di raccolta e stoccaggio. I contenitori coinvolti, infatti, devono essere in materiale adatto per evitare reazioni chimiche accidentali.

Se da un lato è chiaro che questi procedimenti riguardano i rifiuti chimici e quelli tossici propriamente detti, bisogna considerare anche lo smaltimento di residui contaminati. Stiamo parlando di protezioni personali come per esempio guanti o camici, oltre ad asciugamani di carta o altro che è stato a contatto con le sostanze: tutto questo assieme agli imballaggi e ai contenitori contaminati richiede le stesse procedure di gestione e attenzioni della sostanza contaminante stessa.

Di fatto queste attività sono analoghe a quelle che riguardano la materia prima: quando una sostanza chimica, un solvente o un composto, vengono utilizzati nei processi di produzione o all’interno dei laboratori, arrivano in contenitori di plastica o metallo a seconda delle proprietà chimiche del composto e vengono stoccati in locali e magazzini con misure di sicurezza stringenti.

Il percorso che fanno i residui al termine del ciclo produttivo non è molto diverso, guardando alle indicazioni relative alla prevenzione di rischi e pericoli. 

La raccolta e lo stoccaggio dei rifiuti chimici

Una volta che sono stati opportunamente identificati, i rifiuti chimici vengono stoccati all’interno di contenitori dedicati e segnalati da etichetta adeguata.
Se da un lato bisogna tenere conto dello stato fisico dei residui, solidi o liquidi, dall’altro è fondamentale individuare il materiale più opportuno per contenerli, se metallo o plastica.

I recipienti della raccolta, infatti, oltre ad essere infrangibili, ermetici e omologati, devono risultare compatibili con le sostanze contenute all’interno e le indicazioni generali richiedono che non vengano riempiti oltre i tre quarti della capacità complessiva.
Le misure di sicurezza che riguardano la raccolta indicano inoltre di porre attenzione al luogo in cui viene effettuata: lontano da irraggiamento solare, fonti di calore e quadri elettrici.

Per i rifiuti da laboratorio già all’interno di un contenitore, per esempio, la raccolta può avvenire senza che questo venga rimosso, per residui sfusi, invece, sono da preferire imballi individuali così da eliminare i rischi di reazioni chimiche accidentali, tanto con altre sostanze, come con l’acqua.

Il deposito temporaneo per la gestione dello smaltimento dei rifiuti chimici richiede che questi vengano raggruppati secondo categorie omogenee, rispettando specifiche norme per i rifiuti pericolosi.
La zona dedicata allo stoccaggio deve inoltre presentare tutta la cartellonistica necessaria e vanno introdotti protocolli da seguire in caso di incidenti, come versamento accidentale o contaminazione personale.

Logistica e trasporto dei rifiuti chimici

La gestione del trasporto cambia sensibilmente a seconda che i rifiuti siano pericolosi o meno.
A questo proposito occorre ricordare che gli accordi che riguardano la movimentazione delle merci pericolose, e quindi dei rifiuti pericolosi – su tutti l’ADR che regola il trasporto su strade pubbliche – sono in costante aggiornamento.

Le soluzioni di logistica e trasporto dedicate ai residui chimici tengono conto delle procedure di sicurezza necessarie. Queste stesse procedure vanno applicate all’interno delle aziende per la movimentazione dei rifiuti verso l’area di stoccaggio e da lì ai mezzi appropriati per il trasporto ai centri di recupero e smaltimento.

Le indicazioni in questo senso sono molto precise e attente ad evitare la fuoriuscita accidentale nel sistema fognario o la possibilità di miscelazione.
Per il trasporto dei rifiuti chimici è necessario individuare un partner che metta a disposizione oltre a una flotta adeguata, anche personale opportunamente formato e provvisto dei patentini e delle certificazioni richieste.

Soluzioni e sostenibilità: quali sono le migliori strategie per trattamenti più green?

La discarica o l’incenerimento sono i metodi tradizionali per il trattamento dei rifiuti chimici, ma esistono approcci più moderni e sostenibili dedicati alla loro gestione.
L’adozione di nuove strategie orientate verso obiettivi di sostenibilità può portare anche questo settore a raggiungere un traguardo come quello della carbon neutrality.
Un’importante azienda chimica cosmetica ha rivoluzionato la governance dei residui e, con l’aiuto di Omnisyst, ha ottenuto risultati concreti.

Perciò è importante individuare e adottare soluzioni che, nel rispetto delle norme, riducano l’impatto sulla salute umana e sull’ambiente.

I processi di riciclo sono infatti possibili anche per questo tipo di residui: trattamenti avanzati consentono infatti di recuperare materiali che possono diventare materie prime seconde, contribuendo alla riduzione della dipendenza dalle risorse naturali.

Grazie all’innovazione tecnologica, sono stati introdotti processi di trattamento biologico in cui grazie all’azione di specifici microrganismi composti chimici complessi vengono degradati.

Altre soluzioni arrivano da metodi di disintossicazione dei rifiuti chimici che sfruttano processi specifici. Tra queste l’adsorbimento su materiali nanostrutturati o i processi di ossidazione avanzata costituiscono alternative più sostenibili per il trattamento dei residui chimici.

Implementare strategie più green significa ridurre il proprio impatto ambientale e offre la possibilità alle aziende produttrici di inserirsi in paradigmi virtuosi di circolarità e simbiosi industriale.
Questo tipo di scelte favorisce il rafforzamento dell’immagine e della reputazione aziendale nei confronti degli stakeholder, perché dimostra l’impegno in azioni concrete.Per studiare le opportunità che può avere la tua azienda e orientare la governance dei rifiuti chimici verso la sostenibilità con obiettivi misurabili, contattaci.