Nel percorso che porta un residuo dal sito produttivo all’impianto di trattamento, può essere richiesta una documentazione preliminare specifica: l’omologa rifiuti.
Si tratta di un modulo tecnico che raccoglie informazioni fondamentali sul rifiuto in ingresso necessarie per valutare la compatibilità con i trattamenti autorizzati e disponibili presso l’impianto di destino.
Prima del conferimento, infatti, è importante che gli impianti di destino comprovino determinate caratteristiche dei rifiuti in ingresso per assicurarsi la capacità di disporne il corretto trattamento in funzione dello spazio e delle tecnologie impiegate.
Per le aziende e le imprese, quindi, cosa bisogna sapere per procedere con la compilazione di questo documento?
In questo articolo esaminiamo l’omologa rifiuti per scoprire di cosa si tratta e come conferire un rifiuto in modo conforme e opportuno.
Che cos’è e a cosa serve l’omologa rifiuti
Nella gestione dei residui, il trattamento finale deve essere compatibile con le caratteristiche dello scarto prodotto. L’omologa rifiuti serve proprio a questo: assicura che l’ultimo anello della filiera funzioni a dovere e completi il ciclo in modo appropriato.
Partiamo da un dato: non esiste una normativa europea o nazionale che regoli questo documento, né dal punto di vista dell’obbligatorietà né a livello di uniformità del modello.Tuttavia, quando richiesta dagli impianti di destino, la sua compilazione diventa un passaggio essenziale.
Conosciuta anche come scheda di descrizione del rifiuto o documento di specifica, l’omologa assume diverse denominazioni, ma ha una funzione comune: rappresenta una sorta di carta di identità del rifiuto in ingresso presso l’impianto di conferimento.
I centri di destinazione predispongono la compilazione di questo documento che quindi non ha una struttura uguale per tutti né richiede lo stesso tipo di dati. Fanno eccezione alcune informazioni che riguardano il produttore, il codice CER e le eventuali classi di pericolo, che sono invece elementi imprescindibili.
L’omologa rifiuti diventa quindi un processo che permette di specificare determinate caratteristiche qualitative e quantitative di un singolo rifiuto, chiarendo le modalità in cui è stato prodotto e, spesso, le materie prime coinvolte.
Questi dati dipendono dal singolo impianto di destinazione, perciò variano a seconda dei sistemi e delle tecnologie presenti.
Le informazioni richieste dagli impianti
Per accettare un rifiuto in ingresso, gli impianti hanno bisogno di conoscere con precisione le sue caratteristiche. L’omologa rifiuti risponde a questa esigenza: integra le informazioni riportate nel codice CER con dettagli più specifici e operativi.
Gli impianti ricorrono all’omologa rifiuti per conoscere le specifiche utili a organizzare e poi processare i residui in conformità a quanto previsto per tutelare l’ambiente e la salute delle persone.
I chiarimenti importanti per il trattamento riguardano infatti ciò che il rifiuto può contenere, come POPS (inquinanti organici persistenti) o altre sostanze. In questi casi può essere necessario effettuare analisi certificate che ne determinino la quantità e la concentrazione e allegare schede di sicurezza.
L’omologa non è vincolata alla pericolosità del rifiuto, ci sono impianti che ne richiedono la compilazione per qualunque rifiuto, altri che lo fanno solo per quelli a specchio, altri unicamente per alcune tipologie.
Come detto, si tratta di informazioni rilevanti per il singolo centro di conferimento la cui necessità è organizzare la propria capacità di recupero o smaltimento in conformità ai regolamenti in vigore.
Una gestione regolata nel dettaglio: le autorizzazioni dei singoli enti
Gli enti che concedono le autorizzazioni agli impianti di conferimento dei rifiuti determinano i dati di cui questi devono essere in possesso per eseguire i trattamenti.
La necessità di compilare i documenti di omologa, quindi, può derivare da procedure volontarie o anche dalle richieste specifiche dei singoli enti responsabili delle concessioni agli impianti.
Questo dato è importante per chiarire che allo stesso rifiuto può essere richiesto di specificare alcune informazioni o di precisarne altre in funzione dell’impianto di destinazione e non, quindi, della tipologia di rifiuto.
L’intermediario rifiuti: un ruolo centrale per assicurare adeguatezza e conformità delle informazioni
L’intermediario che si occupa della gestione dei rifiuti, anche nel caso dell’omologa, agisce come facilitatore tra le parti.
Essendo in possesso di tutte le informazioni riguardanti il produttore e i dettagli degli scarti, individua gli impianti di destino più idonei al trattamento e si rivela di grande aiuto nella compilazione dell’omologa rifiuti.
Il ruolo dell’intermediario rifiuti ha un peso centrale anche in questa circostanza: come tecnico del settore, infatti, può assistere le aziende che producono i rifiuti nella raccolta delle informazioni necessarie per l’omologa e fornire supporto per l’identificazione dei processi da monitorare per acquisire i dati richiesti.
Per quanto riguarda la sottoscrizione dei moduli, inoltre, in alcune circostanze l’intermediario può fare le veci del produttore e firmare direttamente la documentazione, mentre in altri casi è necessaria la sigla da parte del produttore.
Omnisyst e l’integrazione della modulistica nel gestionale dei produttori
Noi di Omnisyst abbiamo scelto di accompagnare le aziende verso una gestione più accessibile della documentazione e predisponiamo all’interno del nostro software proprietario la modulistica richiesta anche nel caso dell’omologa rifiuti.
Nel caso delle anagrafiche, per esempio, il sistema integrato precompila in automatico questi campi con i dati del produttore per agevolare i processi.
Allo stesso modo, nel caso di richiesta di analisi o alla scadenza del rinnovo analitico, il sistema informa il produttore della necessità di eseguirle.
Un trend chiaro: standardizzare e tracciare i rifiuti in ingresso
L’omologa rifiuti, per quanto non obbligatoria, viene richiesta dagli impianti di destino con frequenza crescente.
In un contesto ambientale orientato alla sostenibilità, l’importanza del tracciamento si dimostra un punto cardine e la diffusione dell’omologa rifiuti ne è ulteriore prova.
Gli enti richiedono agli impianti una gestione attenta e precisa degli scarti: per questo motivo, le informazioni che li riguardano tendono ad essere sempre maggiori e più dettagliate.
Si può dire quindi che il trend riguardante l’omologa sia in aumento non solo per il numero di richieste da parte degli impianti ma anche per la loro complessità in termini di dati e specifiche presenti.
Il nostro lavoro privilegia una gestione degli scarti responsabile, chiara e trasparente, anche quando non è presente un obbligo normativo.Se anche la tua azienda condivide questi obiettivi e intende valorizzare gli scarti secondo modelli virtuosi, contattaci. Come intermediari predisponiamo il trattamento dei residui costruendo percorsi agili e personalizzati.
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