Dal punto di vista dei residui e dei rifiuti, il cantiere rappresenta un sito tra i più complessi per la natura molto variegata dei materiali di scarto che produce e per la gestione delle operazioni di raccolta, trasporto e recupero.
Alla complessità, corrispondono però opportunità concrete per le aziende e le imprese che operano nel settore: si tratta di percorsi per accrescere il valore economico, ridurre il proprio impatto sul pianeta e semplificare i processi.
Anche per il comparto dell’edilizia e delle infrastrutture, infatti, la normativa promuove una sostenibilità nella gestione degli scarti coerente alle necessità degli attori coinvolti. Nello specifico, con il Decreto End of Waste Inerti 2024 vengono introdotte nuove regole per migliorare il recupero dei rifiuti da costruzione e demolizione.
In questo articolo esaminiamo le novità della nuova normativa rifiuti e cosa cambia per le imprese.
Il Decreto End of Waste Inerti 2024: le date fondamentali
Per i rifiuti inerti, la nuova normativa prevede un cambiamento significativo che agevola gli operatori dell’edilizia e delle infrastrutture: il Decreto 127/2024, conosciuto come End of Waste Inerti, definisce infatti per questi residui le condizioni per la cessazione della qualifica di rifiuto e le modalità di reinserimento nel contesto produttivo.
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 213 del 11 settembre 2024, il Decreto Inerti è entrato in vigore il 26 settembre 2024. Questo provvedimento si struttura in nove articoli e tre allegati, ed è stato recepito dalle imprese che avevano 180 giorni dall’entrata in vigore, quindi fino al 25 marzo 2025, per uniformarsi alle direttive indicate.
Il Decreto End of Waste si orienta alla sostenibilità, come tutti i provvedimenti recenti introdotti per tutelare l’ambiente e per favorire modelli circolari per la gestione dei residui.
Regolando la cessazione della qualifica di rifiuto degli inerti, questa norma aiuta a reintrodurre i materiali di scarto provenienti da attività di costruzione e demolizione in altri processi produttivi, altre opere edili o del settore delle infrastrutture.
L’abrogazione del Decreto Ministeriale 152/2022
La necessità di una nuova normativa si è resa inevitabile anche per le contestazioni mosse dagli operatori del settore: il Decreto Ministeriale 152/2022, il riferimento normativo precedente, risultava infatti troppo restrittivo secondo le imprese.
In concreto, i parametri relativi agli agenti inquinanti presenti negli aggregati recuperati venivano considerati eccessivamente rigidi per permettere il loro effettivo riciclo.
Il Decreto Inerti 2024 sostituisce quindi il Decreto Ministeriale 152 del 2022 abrogandolo e definisce una nuova modalità che consente di valutare la presenza di contaminanti negli aggregati recuperati in funzione del loro destino.
I criteri fissati dal provvedimento e gli allegati
Per facilitare il riciclo dei rifiuti inerti, il decreto ha fissato appunto nuovi criteri che permettono di gestire gli aggregati recuperati in base all’uso previsto.
I limiti degli agenti contaminanti presenti al loro interno sono inseriti in tabelle che li diversificano a seconda delle applicazioni in cui saranno impiegati come materie prime seconde.
Per chiarire lo scenario, valutiamo due situazioni esempio concrete. Nella prima gli aggregati inerti recuperati sono impiegati nella costruzione di strade, ferrovie o infrastrutture simili: in questa circostanza, i limiti degli agenti inquinanti presenti nei materiali sono meno stringenti e più laschi. In un altro caso, per esempio in un progetto di recupero ambientale, invece, le soglie sono più severe, permettendo solo l’uso di inerti con livelli di contaminanti più ridotti.
La nuova norma definisce inoltre il sistema di gestione degli inerti End of Waste, le modalità di prelievo e detenzione dei campioni e la responsabilità del produttore.
All’interno degli allegati sono riportate le tabelle che riguardano i criteri per la cessazione della qualifica di rifiuto, gli scopi di utilizzabilità e la dichiarazione di conformità necessaria per reintrodurre gli scarti nel processo produttivo.
Rifiuti inerti e rifiuti abbandonati: una novità importante
Un cambiamento importante da segnalare riguarda anche l’ampliamento dell’ambito di applicazione del regolamento.
Il Decreto Inerti 2024 estende anche ai rifiuti da costruzione e demolizione abbandonati la possibilità di End of Waste inerti per diventare materie prime seconde.
La definizione descrive come rifiuti inerti gli scarti e i residui solidi che derivano principalmente dalle attività di costruzione e demolizione con le seguenti caratteristiche:
- non essere biodegradabili,
- non subire nessun tipo di variazione fisica o chimica,
- non essere responsabili di inquinamento per gli ecosistemi o fonte di rischio per la salute delle persone se si verifica il contatto con altri materiali.
I residui delle attività edili non sono però gli unici che vengono definiti inerti: anche altri rifiuti di origine minerale che hanno lo stesso tipo di comportamento rientrano nella categoria. Per quanto riguarda terre e rocce da scavo, invece, queste non vengono considerate rifiuti inerti e di conseguenza non possono seguire lo stesso percorso di valorizzazione.
Nonostante non tutti gli interventi normativi si rivelino sempre adeguati – l’abrogazione del Decreto Ministeriale 152/2022 dopo due anni dall’entrata in vigore ne è prova –, la direzione verso cui si orientano queste disposizioni intende condurre le aziende all’adozione di modelli di produzione più sostenibili.
La circolarità e la sostenibilità nel settore dell’edilizia e delle infrastrutture
La flessibilità proposta dal Decreto 127/2024 dimostra infatti la volontà di rendere la circolarità una soluzione praticabile anche per le aziende e le imprese attive nel settore di costruzioni e demolizioni.
Nella gestione degli scarti, aziende e imprese sono chiamate ad agire in conformità alle norme e a dimostrare un impegno crescente per contenere la propria impronta di carbonio.
Gli indicatori dimostrano che l’economia circolare in Italia gode già di buona salute e questi interventi normativi non fanno che migliorare il trend e aiutare anche settori più complessi a raggiungere obiettivi di valore.
L’importanza del recupero dei materiali
Un percorso di valorizzazione dei residui come quello proposto dall’economia circolare offre vantaggi che vanno oltre la sostenibilità intesa come salvaguardia delle risorse e dell’ambiente.
Trasformare i rifiuti in materie prime seconde, ovvero renderli End of Waste, aumenta infatti le possibilità economiche del settore delle costruzioni perché, oltre a contenere i costi dell’approvvigionamento di materie prime vergini, riduce quelli relativi al trattamento dei rifiuti.
La valenza di un provvedimento come il Decreto Rifiuti Inerti propone alle aziende una leva strategica da non sottovalutare: con la cessazione della qualifica di rifiuto, gli aggregati inerti passano dall’essere un costo a diventare una risorsa capace di generare valore economico anche in un’ottica di simbiosi industriale.
Da rifiuto a End of Waste: un processo di valorizzazione
Quando un rifiuto diventa End of Waste, cioè quando si trasforma nuovamente in una materia prima, assume rilevanza economica perché può entrare all’interno di un mercato in cui è richiesto.
Nel comparto dell’edilizia e delle infrastrutture, complice anche la quantità di residui che possono divenire risorse, le opportunità commerciali alimentano il motore che incentiva la sinergia tra le parti e migliora sensibilmente l’impatto sul pianeta.
Il Decreto Inerti 2024, da obbligo normativo, diventa l’opportunità per rilanciare un settore su cui gravano gli oneri di una pesante impronta ambientale.
Il valore della circolarità secondo Omnisyst
La promozione della circolarità per noi di Omnisyst è l’elemento centrale su cui costruire strategie di governance dei rifiuti sostenibili, efficienti e durevoli. Le soluzioni che proponiamo alle aziende sono frutto di analisi dettagliate che, agli adempimenti normativi, uniscono la visione di una crescita economica basata sul rispetto dell’ambiente e delle persone.
Nel settore edile e delle infrastrutture, il nostro approccio non è diverso. Rimanendo attenti agli adeguamenti normativi e all’introduzione di ogni nuovo provvedimento, lavoriamo in modo dinamico per accompagnare le imprese verso una transizione che possa trasformare in asset l’intero il comparto dei residui e sappia cogliere le opportunità economiche e commerciali che si aprono in scenari sempre diversi.Per conoscere come generare valore a partire da una gestione più consapevole dei residui di cantiere, contattaci. I nostri consulenti possono aiutare te e la tua impresa a realizzare percorsi di economia circolare proprio a partire dai rifiuti inerti.
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