Gestire serbatoi e cisterne in modo sicuro e conforme non è solo un obbligo legale, ma un impegno verso l’ambiente, la sicurezza delle persone e il successo aziendale.
Trascurare la manutenzione o affrontare le bonifiche senza adeguata preparazione espone le aziende a gravi rischi: contaminazione del suolo, danni alle falde acquifere, responsabilità legali e sanzioni economiche onerose. La bonifica dei serbatoi per dismissione, cambio di destinazione o ripristino, rappresenta quindi una necessità operativa e strategica per ridurre al minimo i rischi e garantire la compliance normativa.
Un intervento corretto, inoltre, offre alle imprese l’opportunità di dimostrare il proprio impegno verso la sostenibilità. Oggi, aziende che integrano la tutela ambientale nella gestione quotidiana migliorano la reputazione, rafforzano i rapporti con gli stakeholder e prevengono incidenti che possono compromettere il loro business.
Inoltre, le operazioni di bonifica preventiva si rivelano economicamente vantaggiose rispetto a interventi emergenziali: costi ridotti, pianificazione più semplice e maggiore controllo sui risultati.
In questo articolo esploreremo quindi come vengono eseguite le operazioni di bonifica, quali tecnologie innovative sono utilizzate e le normative che regolano questo processo fondamentale.
Come avviene il processo di bonifica
Qualunque sia il tipo di serbatoio o cisterna, quindi interrato o fuori terra, l’intero processo di bonifica è regolato e richiede l’intervento di tecnici e operatori altamente specializzati. Questi professionisti eseguono le attività in totale sicurezza utilizzando mezzi e strumentazione specifica, garantendo così il pieno rispetto delle normative.
Per garantire la massima sicurezza e conformità, è consigliabile affidare la bonifica di una cisterna o di un serbatoio a un’azienda competente ed esperta, dotata delle necessarie autorizzazioni e competenze per gestire verifiche e prove di conformità.
Nello specifico, il processo si divide in fasi successive: vediamo nel dettaglio quali sono.
Attività preliminari, svuotamento e pulizia interna
Nel caso di serbatoi e cisterne interrati, il processo di bonifica inizia con la pulizia del pozzetto e l’apertura del cosiddetto passo d’uomo, cioè l’accesso alla cisterna o al serbatoio.
Successivamente si verifica l’assenza di gas esplosivi utilizzando la strumentazione prevista. Una volta completate le operazioni di ventilazione e messa in sicurezza, si procede con lo svuotamento.
Lo svuotamento, effettuato tramite aspirazione, preleva il materiale residuo contenuto nella cisterna. I reflui o i gas prelevati vengono trasportati con mezzi dedicati e conferiti presso gli impianti di recupero o smaltimento idonei a gestirli.
Lavaggio e pulizia interna sono le attività fulcro della bonifica: con metodi manuali o automatizzati che sfruttano tecniche avanzate e l’utilizzo di agenti detergenti adatti, ogni residuo viene eliminato in modo da rendere le superfici interne prive di contaminanti.
Trattamenti di neutralizzazione
Quando si rende necessario, per la bonifica si pianificano anche gli opportuni trattamenti di neutralizzazione. I casi in cui questo si verifica dipendono dalla sostanza che era contenuta nei serbatoi o nelle cisterne e l’obiettivo di queste operazioni è eliminare qualunque rischio di reazione chimica.
Se la bonifica avviene per riutilizzo o cambio d’uso, la neutralizzazione è particolarmente importante perché garantisce il risanamento del serbatoio in totale sicurezza.
Ispezione, test di sicurezza e certificazione
Per ultimare le operazioni sono necessari test specifici che verifichino l’assenza di residui e quindi la riuscita della bonifica e che diano garanzia dell’integrità strutturale dei serbatoi, comprovando l’assenza di perdite o danni.
È in questa fase che si effettua la prova di tenuta che, assieme ad altre verifiche, accerta la conformità rispetto agli standard e ai requisiti operativi e normativi. Le cosiddette prove gas-free, invece, impiegano strumenti che rilevano le componenti residuali gassose eventualmente pericolose o esplosive. Anche questo accertamento dipende dal materiale o dalla sostanza contenuti in precedenza.
La certificazione rilasciata al termine dell’intero processo attesta l’avvenuta bonifica e garantisce che il serbatoio o la cisterna siano conformi.
La prova di tenuta: quando è necessaria?
Indipendentemente dalle attività di bonifica propriamente dette, la prova di tenuta dei serbatoi è l’operazione di manutenzione obbligatoria che previene la dispersione accidentale delle sostanze nell’ambiente.
È il caso di ricordare che tanto i proprietari come chi utilizza i serbatoi sono vincolati da una responsabilità penale nel caso di danni ambientali causati dalla fuoriuscita di agenti inquinanti nel suolo e nelle falde acquifere.
Sempre più di frequente, infatti, indagini e analisi su terreni, falde e corsi d’acqua hanno messo in luce un aumento della presenza di agenti inquinanti determinato dalle perdite di vasche interrate più che dallo scarico diretto.
Le prove di tenuta vanno eseguite in modo periodico e con la frequenza indicata dal Comune di riferimento all’interno del Regolamento locale d’igiene. Se questo non cita direttamente i serbatoi o le cisterne si tengono in considerazione, oltre alle disposizioni del costruttore, le seguenti indicazioni:
- linee guida emanate dagli organi competenti per quanto riguarda la tutela dell’ambiente (ARPA);
- la circolare dedicata emessa dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco (nota DCPREV prot. n. 14851 del 11 novembre 2011).
Questi documenti prevedono per le prove di tenuta frequenze annuali, biennali o triennali, a seconda dell’età del serbatoio e della condizione.
La prova di tenuta si esegue con due metodologie: le prove di tipo speditivo sono basate sul controllo differenziale del liquido contenuto nel serbatoio o nella cisterna; le prove strumentali, invece, sono verifiche diverse omologate e certificate con validità europea e internazionale.
Normative e obblighi per le aziende
Il decreto ministeriale 246 del 24 maggio 1999 “Regolamento recante norme concernenti i requisiti tecnici per la costruzione, l’installazione e l’esercizio dei serbatoi interrati” è stato la disposizione legislativa di riferimento in materia fino alla data di annullamento (sentenza della Corte Costituzionale 266/2001).
La legge 179 del 31 luglio 2002 stabilisce che sia compito del Ministero dell’Ambiente definire i requisiti tecnici per costruzione, installazione ed esercizio dei serbatoi interrati con un decreto proprio. Ad oggi, però, non esiste né il decreto previsto dalla legge citata, né altra norma che regoli a livello nazionale la materia.
Il Testo Unico Ambientale (decreto legislativo 152/2006) si esprime sulla bonifica ambientale di siti contaminati, mentre non propone direttive specifiche per la bonifica o dismissione dei serbatoi interrati.
Come abbiamo visto, le disposizioni provengono dagli enti territoriali locali e dagli organi di competenza (ARPA) e si fa riferimento ad una circolare VVF, contribuendo a creare una situazione particolarmente disomogenea a livello territoriale.
Una situazione a parte riguarda le operazioni di bonifica relative alla rete di distribuzione carburanti: il decreto 31/2015 dà attuazione a quanto previsto all’articolo 252 comma 4 del TUA, anche in questo caso però le indicazioni normative si applicano principalmente in caso di inquinamento possibile o già in atto.
Questa situazione normativa richiede alle aziende una consapevolezza maggiore sulle disposizioni locali. I danni e le sanzioni nei casi di incidenti, infatti, sono invece ben regolati e ricordiamo che le conseguenze legali sono penali.
Per effettuare la bonifica di serbatoi e cisterne e i controlli manutentivi adeguati è importante scegliere soluzioni che certifichino la conformità rispetto a standard e requisiti normativi di riferimento.
Tecnologia e bonifiche: soluzioni avanzate per risultati ottimali e sicurezza
L’innovazione tecnologica di settore propone da un lato strumentazione sempre più affidabile per esempio per quanto riguarda la rilevazione di gas esplosivi, dall’altro lavora allo sviluppo di soluzioni più efficaci nei sistemi di ventilazione, aspirazione o ancora nei metodo impiegati per la prova di tenuta.
Come abbiamo detto, si tratta di un controllo periodico che le aziende hanno l’obbligo di effettuare per assicurare la conformità di cisterne e serbatoi. Proprio perché è una delle attività più frequenti, gli interventi che eseguono la prova senza completare tutte le fasi di bonifica, hanno il vantaggio di offrire tempi e costi contenuti.
In questo senso, tra le prove di tenuta strumentali, quelle a ultrasuoni sono uno dei metodi maggiormente utilizzati. Grazie all’impiego di sonde che rilevano l’eventuale presenza di forature o crepe è possibile verificare la conformità di una cisterna senza doverla bonificare.
Come Omnisyst lavoriamo con le aziende per individuare le soluzioni di gestione all’avanguardia che, nel rispetto delle normative e secondo i protocolli di sicurezza previsti, eseguono gli interventi causando alle aziende il minor danno in termini di continuità operativa.
Questo aspetto, infatti, non è da tralasciare: l’interruzione dell’operatività, anche quando prevista e messa a calendario, si traduce in un costo che, con il partner giusto, a volte può essere contenuto o addirittura evitato.
In Omnisyst aiutiamo le aziende a recepire queste esigenze in modo che possano cogliere un aspetto importante che supera quello di adempimento normativo: oggi, comunicare con trasparenza le iniziative che rispondono questo tipo di necessità, dà l’opportunità di parlare di politiche ambientali per rafforzare la propria immagine aziendale.Con la soluzione Special Services abbiamo dato una risposta concreta e strutturata ai bisogni specifici delle aziende in settori come questo. Se anche la tua azienda vuole gestire la manutenzione e le attività di bonifica nel rispetto delle norme e iniziando un dialogo con gli stakeholder, contattaci.
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